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mercoledì 27 gennaio 2016

David Bowie "The rise and fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars"
RCA 1972 UK

LATO A: 1. Five Years (David Bowie) 2. Soul Love (David Bowie) 3. Moonage Daydream (David Bowie) 4. Starman (David Bowie) 5. It Ain't Easy (Ron Davies)
LATO B: 1. Lady Stardust (David Bowie) 2. Star (David Bowie) 3. Hang On To Yourself (David Bowie) 4. Ziggy Stardust (David Bowie) 5. Suffragette City (David Bowie) 6. Rock 'n' Roll Suicide (David Bowie)

giovedì 9 gennaio 2014


Bonnie 'Prince' Billy "Bonnie 'Prince' Billy"
2013 USA
autoprodotto
Tutti i brani sono composti da Will Oldham
Lato A: 1. I Heard Of A Source 2. Lessons From Stony 3. Triumph Of Will 4. I Will Be Born Again 5. Make It Not An Evil Mark 
Lato B: 1. The Spotted Pig 2. This Is My Cocktail 3. Bad Man 4. Ending It All (As I Do) 5. Royal Quiet Deluxe
Musicisti: Bonnie 'Prince' Billy - voce, chitarra

Recensione:
Un nuovo album di Bonnie 'Prince' Billy, strano! Avrà un calo di ispirazione stavolta... e invece no.
Il nostro, che ha all'attivo un nutrito numero di dischi e di EP e gareggia per la discografia più complessa della musica, non sbaglia il colpo neanche stavolta e con quest' omonimo album, totalmente acustico, autoregistrato, autoprodotto e autodistribuito in pochi negozi degli Stati Uniti (quasi introvabile quindi), sforna, a mio avviso, il suo lavoro più bello ed ispirato, forse anche superiore ai già superbi "The Letting Go" (2006), "Lie Down In The Light" (2008) e "Beware" (2009).
 Stile personalissimo e voce tra le più emozionanti degli ultimi anni, pur rimanendo in territori folk non certo nuovi o sperimentali, Bonnie 'Prince' Billy mette in scaletta una sequenza di pezzi da brividi, soprattutto nel secondo lato.
I testi sono in prima persona, pessimisti e strazianti come di consueto (in contrasto con l'autoironia del personaggio e dei suoi video): Il disco è breve, intenso e, se possibile, forse per la nudità dei brani, ancora più intimista del solito. Un disco destinato a durare. 
Tra le tracce spiccano la quasi sussurrata "I will be born again", "The spotted pig", cupa e solare al tempo stesso, "Ending it all (as I do)", da brividi, e la conclusiva "Royal quiet deluxe", divisa in due parti. 
Non perdetelo in concerto; credetemi, uno spettacolo, per pochi forse, ma fortunati.
Grande musica!


sabato 14 aprile 2012

Frank Black And The Catholics "Black Letter Days"
Capitol 2002 UK
Prodotto da Nick Vincent
Registrato da Ben Mumphrey a Los Angeles nello studio di registrazione mobile di Frank Black & The Catholics 
Copertina: Sammy Zax
Design: Butter x 10
Tutti i brani sono composti da Frank Black eccetto dove diversamente indicato.

Titoli: 1. The Black Rider (Tom Waits) 2. California Bound 3. Chip Away Boy 4. Cold Heart Of Stone 5. Black Letter Day 6. Valentine And Garuda 7. How You Went So Far 8. End Of Miles 9. 1826 10. The Farewell Bend 11.Southbound Bevy 12. I Will Run After You 13. True Blue 14. Jane The Queen Of Love 15. Jet Black River 16. 21 Reasons 17. Whispering Weeds 18. The Black Rider (Tom Waits)
Musicisti: Frank Black - voce, chitarra; Scott Boutier - batteria; Eric Feldman - tastiere, sintetizzatore, voci; Rich Gilbert - chitarra, pedal steel, tastiere, sassofono, voci; David McCaffrey - basso, voci; Dave Philips - chitarra, pedal steel, voci; Moris Tepper - chitarre e voci; Nick Vincent - maracas

Recensione:
Con questo doppio album, Frank Black, ex cantante dei Pixies, e i suoi Catholics mettono a fuoco perfettamente il percorso musicale intrapreso nel 1998 con l' uscita dell' omonimo album, fatto di rock impetuosi, ballate elettro- acustiche, echi country e più capricciosi pezzi dalle reminiscenze Pixies. Il lavoro allinea, rispetto al recente passato, una numerosa carrellata di canzoni stupende e trascinanti, senza cadute di tono, dall’ impianto classicamente rock e da una omogeneità che ne fa il suo punto di forza. Da ricordare la cover in apertura di “The Black Rider” di Tom Waits, "Chip Away Boy" con cadenza western, la bellissima “California Bound”, la ballata “Cold Heart Of Stone”, l'energica title-track, “Southbound Bevy” con tanto di pedal-steel guitar e aria decisamente country, la bella ripresa di "I Will Run After You", anche se un pò inutile perchè quasi identica a quella registrata nel precedente "Sunday Sunny Mill Valley Groove Day" del 2000, la breve ed intensa "True Blue", e "Jet Black River".
"Black Letter Days" può senz’ altro essere considerato il disco più riuscito di Frank Black dopo il diverso ma altrettanto bello "Teenager Of The Year" del 1994, secondo lavoro solista del nostro. 
Nota: il titolo si riferisce a tutti i giorni dell'anno non festivi, in contrapposizione ai "Red Letter Days" che negli Stati Uniti stanno ad indicare appunto le vacanze.


giovedì 29 marzo 2012

The Rolling Stones "Sticky Fingers"
Rolling Stones Records 1971 USA
Prodotto da Jimmy Miller
Registrato nel Rolling Stones' Mobile e agli Olympic Studios di Londra
Copertina: Andy Warhol
Lato A: 1. Brown Sugar (Jagger, Richards) 2. Sway (Jagger, Richards) 3. Wild Horses (Jagger, Richards) 4. Can't You Hear Me Knocking (Jagger, Richards) 5. You Gotta Move (Fred McDowell, Rev. Gary Davis) Lato B: 1. Bitch (Jagger, Richards) 2. I Got The Blues (Jagger, Richards) 3. Sister Morphine (Jagger, Richards, Faithfull) 4. Dead Flowers (Jagger, Richards) 5. Moonlight Mile (Jagger, Richards)
Musicisti: Mick Jagger - voce, chitarra; Keith Richards - chitarra, voce; Mick Taylor - chitarra; Bill Wyman - basso, piano elettrico; Charlie Watts - batteria; Ian Stewart - pianoforte; Bobby Keyes - sassofono; Paul Buckmaster - archi; Nicky Hopkins - pianoforte; Jim Dickinson - pianoforte; Jimmy Miller - percussioni; Billy Preston - organo; Rocky Dijon - congas; Jim Price - tromba, pianoforte; Ry Cooder - chitarra; Jack Nitzche - pianoforte 

Recensione:
Sticky Fingers è un album perfetto sotto ogni punto di vista, a partire dalla musica, davvero splendida per tutta la durata del disco. Il suono graffiante e curatissimo, la strumentazione assai varia, l'alternanza dei generi musicali che non guastano la linearità del suono, la copertina con zip apribile pensata da Andy Warhol, la bellezza rock dei testi, la nascita dell'etichetta discografica personale del gruppo e la creazione del mitico logo con la linguaccia, fanno di questo disco un vero e proprio capolavoro.
Particolare valore viene dato dalla scaletta dei pezzi, ancor maggiore nell'originale divisione in lato A e lato B del 33 giri. Cinque brani per lato, quarantacinque minuti in totale.
Il disco si apre con "Brown Sugar", pezzo rock per eccellenza: suono ruvido, melodia non banale ma orecchiabilissima, assolo inciso e potente. A seguire "Sway", con un Jagger da brividi e assolo ad libitum di Mick Taylor, "Wild Horses", tra le più azzeccate ballate di tutto il repertorio, e l'inconsueta "Can't You Hear Me Knocking" con il suo codazzo afro; chiude il lato la ripresa del vecchio blues "You Gotta Move" del Reverendo Gary Davis, con canto ubriaco di Jagger. 
Il lato B riparte con la dura "Bitch", con cadenzato trombone, continua con la lenta, dall'atmosfera vagamente soul, "I Got The Blues" e bellissimo assolo di organo hammond,  e la famosa e autobiografica "Sister Morphine" (censurata in Spagna assieme alla copertina e sostituita col la più tranquilla Let It Rock), pezzo scritto con la collaborazione di Marianne Faithfull, all'epoca fidanzata di Jagger; il disco procede col country rock di "Dead Flowers" (forti i rimandi al sound dell'amicone di Richards Gram Parsons) e chiude magnificamente con la sognante "Moonlight Mile", impreziosita dagli archi.
Un disco storico insomma, a mio parere il più grande (almeno per quanto riguarda la musica rock), ed è infatti con Sticky Fingers, dove ispirazione musicale e testi sono al loro apice, che ho voluto dar inizio a questo mio blog.
Nota: nel 1971 Bill Wyman, il più vecchio degli Stones, ha 35 anni, Jagger e Richards solo 28! L'anno dopo gli Stones sforneranno un' altra pietra miliare con "Exile On Main Street".
Buon ascolto.